Vulcano | Maurizio Pellegrin in Venice

Vulcano ha supportato il progetto collettivo “Maurizio Pellegrin in Venice” curato da Vittorio Urbani, realizzando il libro-catalogo dell’iniziativa che ha dato visibilità all’attività dell’artista nel territorio.

Maurizio Pellegrin è un artista di rilievo internazionale, veneziano di nascita e newyorkese d’adozione.

 

“Appartiene alla rara categoria degli artisti intellettuali e occupa un posto singolare nel panorama attuale: troppo realista in filosofia per essere un concettuale tipico, troppo cosmopolita per indulgere a un’arte vernacolare (semmai la sua nativa Venezia gli ha offerto un ponte verso un Oriente zenizzante), troppo culturalmente ed esteticamente raffinato per sconfinare in esperienze pop, minimal o poveristiche.
Opera sottilmente sul crinale tra realismo e astrazione. Dal mondo nella sua datità trae i materiali che lascia anche assomigliare al dato fenomenico, ma ne scaturisce un’energia che ne decreta la vitalità e il fascino. Non fotografa la realtà, ma si inventa un realismo evocativo, evitando l’illustrazione dell’oggetto. L’effetto delle immagini così composte è altamente estetico, comunicativo e catartico, tanto da non richiedere la conferma del confronto con la realtà stessa.
Ampi assemblage composti da oggetti o loro frammenti formano icone grandiose, non semplici archivi o cataloghi di una memoria parziale. Nelle opere il mondo non è né illustrato né narrato, ma intuito e mostrato come si dà in senso fenomenologico ed esistenziale. Attraverso il suo raffinato operare Pellegrin porta un nuovo ordine nella realtà effettuale, caotica e dispersiva delle cose incorporandovi anche elementi di disordine, caso e istintualità. Un brano di realtà riassuntivo di un pezzo di mondo fenomenico, ricostruito nella memoria, appare in una forma che colpisce per la sua forza ‘ontologica’: è come se gli oggetti imparassero a esistere nel nuovo ordine in cui l’artista li fa dialogare nello spazio. E con essi, attraverso l’impatto dell’opera, è l’uomo che impara a essere, oltre che nello spazio, nel tempo, grazie alla memoria che gli dà il senso della continuità e un’identità”

Igino Schraffl

La sfida, data dall’esigenza di trovare una chiave di rappresentazione comune che uniformasse il materiale fotografico e testuale proveniente dalle gallerie, celebrando la forte personalità di Pellegrin, è stata superata grazie a scelte stilistiche che hanno magnificato la complessità dell’iniziativa.

Il risultato è un oggetto che disegna e raccoglie in modo omogeneo, chiaro e visivamente coerente immagini, forme e contenuti editoriali, valorizzando anche la parte più grafica del lavoro dell’artista, in una alternanza di bidimensionalità e resa del volume.

La rappresentazione dell’opera di Pellegrin in chiave contemporanea ha restituito un tratto di forte attualità al progetto artistico.