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Fuori dal Vaso

Beatrice Gelmetti, Adelisa Selimbašić,
Mattia Sinigaglia, Francesco Zanatta
a cura di Daniele Capra e Nico Covre
Vulcano, Venezia Marghera

Vulcano presenta Fuori dal vaso, un nuovo format di dialogo e inclusione dei linguaggi della contemporaneità e dei giovani talenti creativi all’interno del contesto di lavoro. Il progetto coinvolge Beatrice Gelmetti, Adelisa Selimbašić, Mattia Sinigaglia e Francesco Zanatta, quattro tra i più talentuosi giovani recentemente emersi dall’Accademia di Belle Arti di Venezia, nonché i dipendenti dell’azienda.

Fuori dal vaso, a cura di Daniele Capra e Nico Covre, si articola in una residenza-studio di due mesi e una mostra pubblica ospitate presso la nuova sede dell’azienda presso il Vega Park di Venezia Marghera. Gli artisti sono stati invitati a svolgere un periodo di ricerca nel contesto relazionale della sede dell’azienda, condividendo tempo e spazio di lavoro con i collaboratori e i clienti di Vulcano. Il progetto si propone inoltre di analizzare le pratiche della pittura contemporanea focalizzando l’attenzione sui rapporti tra questo mezzo espressivo e l’impiego delle nuove tecnologie.

L’espressione “farla fuori dal vaso”, cui il titolo fa riferimento, sottolinea la disponibilità ad andare oltre le regole e le usuali modalità di lavoro: non solo per gli artisti nel tentativo di superarsi, ma anche per l’azienda che con questo progetto riconferma la propria attitudine sperimentale e la volontà di confrontarsi attivamente con l’arte contemporanea.

Vulcano
Via delle Industrie 23/D
30175 Venezia Mestre (Marghera)
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Ufficio stampa
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02 36769480  press@paolamanfredi.com

Vulcano

La storia di Vulcano inizia con una fuga. Nel febbraio 1997, sui colli del Montello, un gruppo di ragazzi uniti dalla passione per l’arte, la cultura urbana e la musica indie, dà vita a una realtà ibrida ed esplosiva. Restaurano un vecchio casolare nel bosco di Santi Angeli e ne fanno un punto di ritrovo per artisti, designer, musicisti, fotografi e skater. Una dolina viene liberata dagli alberi pericolanti e diventa una cavea teatrale per spettacoli e concerti: come palco, una delle halfpipe più grandi e invidiate del Triveneto.

Da questa esperienza seminale alcuni di quei ragazzi decidono di convogliare le proprie energie e competenze in un altro esperimento, fondando una società che porta la digital transformation nelle aziende di mezzo mondo. Con un occhio sempre attento ai movimenti dell’arte del presente, che rimane un prezioso serbatoio di ispirazioni e stimoli al pensiero laterale. Si tratta di una fase intermedia in cui si sviluppano le basi per un ritorno alle origini, ma con alle spalle una consolidata pratica gestionale.

Da queste premesse ha preso forma Vulcano, un’agenzia creativa il cui approccio progettuale è caratterizzato dalla collaborazione con il mondo dell’arte contemporanea. Vulcano nasce infatti nel 2011 con la prima edizione di RAVE East Village Artist Residency, il programma di residenza d’artista che apre la discussione sul ruolo dell’arte contemporanea nei confronti della prospettiva biocentrica, collaborando negli anni con artisti quali Adrian Paci, Ivan Moudov, Regina Josè Galindo, Tomás Saraceno, Diego Perrone, Igor Grubic, Giuseppe Stampone. Vulcano ha inoltre prodotto Ossessione Vezzoli, il docufilm che racconta in ‘presa diretta’ due anni nella carriera di Francesco Vezzoli, dal Museo MAXXI di Roma al MOCA di Los Angeles, dalla Biennale Architettura di Venezia al Pitti di Firenze, dal Doha Qatar Museum of Modern Art al MoMA PS1 di New York, fino all’Aurora Museum di Shanghai.

Vulcano opera a livello internazionale in progetti di branding, marketing, digital design realizzando eventi, produzioni fotografiche e video, ricorrendo a un mix continuo di competenze trasversali. Proprio grazie all’arte contemporanea l’approfondita conoscenza delle tecnologie digitali trova la possibilità di nuove modalità comunicative, distintive e innovative.

Tra i clienti di Vulcano: Alpenite, Aquafil, Dainese, Davines, De’Longhi Group, T Fondaco dei Tedeschi – DFS Italia, Furla, Geox, Ghella, Ice Play, Kasanova, Lorenzi Milano, Marsèll, Meteoleaks, Naima, OTB, Paul&Shark, Politecnico di Milano – Osservatori Digital Innovation, TEDx (Cortina, Mantova, Mestre, Padova), TWINSNETWORK, Unifarco, Università Bocconi.

Fuori dal vaso inaugura la nuova sede dell’azienda presso il Vega Park nell’area di Venezia Marghera.

Daniele Capra

È critico d’arte e curatore indipendente. Ha focalizzato la sua ricerca sulla giovane arte italiana e dell’Est Europa. Ha curato oltre numerose mostre collaborando con istituzioni come Villa Manin a Codroipo, MMSU Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rijeka (HR), il Mart di Rovereto, Reggia di Caserta, CAMeC della Spezia, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, la Galleria Civica di Trento, la Fondazione Dena di Parigi (F), Museo Bernareggi di Bergamo, il Museo di Arte Moderna Ca’ Pesaro a Venezia, Casa Cavazzini Museo di Arte Moderna di Udine, la

Galleria d’Arte Moderna di Genova, il Museo Janco Dada di Ein Hod – Haifa (IL) e Dolomiti Contemporanee. È stato curatore del Premio Onufri presso la Galleria Nazionale di Tirana e del Premio Trieste Contemporanea. È membro del comitato scientifico di Rave Residency. Collabora con Il Manifesto e Artribune.

www.danielecapra.com

Nico Covre

È direttore creativo di Vulcano. Direttore esecutivo del Festival Comodamente di Vittorio Veneto (Tv) tra il 2010 e il 2013, ha all’attivo collaborazioni con diverse istituzioni e gallerie in ambito artistico e culturale. Sue fotografie sono state pubblicate in alcune delle più importati riviste italiane di architettura e arte. Ha realizzato e curato libri, cataloghi, mostre, video, film, festival, eventi e workshop.

Artisti

Beatrice Gelmetti

Verona, 1991

Courtesy the artist

La ricerca di Beatrice Gelmetti è caratterizzata da un approccio aniconico e gestuale con grandi campiture accostate di colore puro. Nella sua pratica brani di pittura lirica si alternano sulla superficie ad aree con minimali e sintetici accenni figurativi. L’artista è diplomata in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Tra le mostre recenti nel 2019 Per Inciso, Spazio Colonna, San Sebastiano, Venezia; nel 2018 1, 2, 3… StArt!, Centro Culturale San Gaetano, Padova; Il Gemello cattivo, Santa Maria della Scala, Siena; Opera prima, Dumbo Dox, Venezia Mestre; La Torre Maluttona + Mercato babelico, Monitor Gallery, Roma; Brišit de bardò bardó / aiai caramba, Spazio Buonasera, Torino; nel 2017 Perpendicular, Parallel Vienna, Vienna (A); Passengers that come and go, Tulla Art Center, Tirana (AL); Collezione Malutta + Black market, Monitor Gallery, Roma; nel 2016 Mark Rothko Symposium, Mark Rothko Art Center, Daugavpils (LV). Vive e lavora a Venezia.

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Adelisa Selimbašić

Malsch, Germania, 1996

Courtesy the artist

La figura umana e la natura sono i soggetti più ricorrenti nella pittura di Adelisa Selimbašić, resi sulla tela con forme sintetiche e colori liquidi che conferiscono alle masse un volume vivido e vibrante. Selimbašić è diplomata al Liceo Artistico di Nove (Vi) e attualmente frequenta il corso di specialistica presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Tra le mostre recenti nel 2019 Atelier F, Forte Marghera, Venezia Mestre, Sunny Art Prize, Sunny Art Center Gallery London (GB); De Pictura, galleria Gare82, Brescia; ShinglleJ22 Prize, Museo Archeologico di Anzio (Rm); 102ma Collettiva, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Opera Prima, Art Zagreb, Zagabria (HR); nel 2018 Combat Prize, Museo Fattori, Livorno; 1, 2, 3… StArt!, Centro Culturale San Gaetano, Padova. Vive e lavora a Venezia.

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Mattia Sinigaglia

Sirmione, 1989

Courtesy the artist

Il lavoro di Mattia Sinigaglia nasce da un interesse verso la storia dell’arte e il simbolismo sotteso alla magia, alle pratiche esoteriche, ma anche alla fascinazione della conoscenza scientifica. La sua pratica si contraddistingue dall’alternanza tra figura e dettaglio geometrico aniconico. L’artista è diplomato in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Tra le mostre personali nel 2019, Il crepaccio, Instagram show; Programma Androgino, Space Labor Book e Selfmade Residency, Venezia; nel 2016 PersonaliNI, Finestra illuminata, Venezia. Tra le collettive nel 2019 Crocodile tears, Greenpoint open studios, Brooklyn, New York (USA); Walk-in-studio, VIR Via Farini, Milano; Lunetta11, Mombarcaro (Cn); Etna & Paricutìn, Centro Cultural Fabrica de San Pedro, Uruapan (MEX), Figolammerda, Spazio Ferramenta, Torino; Figolammerda 2, Giudecca Art District, Venezia; nel 2018 Il Gemello cattivo, Santa Maria della Scala, Siena; La Torre Maluttona + Mercato babelico, Monitor Gallery, Roma; nel 2015 Some velvet drawings, ArtVerona, Verona; Demanio Marittimo, Senigallia (An). Vive e lavora fra Venezia e Milano.

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Francesco Zanatta

Treviso, 1989

Courtesy of the artist and Traffic Gallery, Bergamo

Le opere di Francesco Zanatta sono caratterizzate da un’atmosfera di onirica sospensione in cui isolati elementi figurativi si dissolvono in una pittura fluida di puro colore, dotata di un cromatismo surreale e lisergico. Zanatta è diplomato in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e ha seguito poi i corsi della LAMK University of Applied Sciences, a Lahti (FIN). Tra le mostre cui ha partecipato nel 2019 Tutti non ci sono, Traffic Gallery, Bergamo; Scores, Artnight Venezia; nel 2018 Back to Reality, Frase Contemporary Art Prize; Opera prima, Dumbo Dox, Venezia Mestre; Braintooling, Dolomiti Contemporanee, Forte di Montericco, Pieve di Cadore, (Bl); Opera Prima, Atrio Moumentale ASP-ITIS, Trieste; nel 2017 Atelier 2016, mostra collettiva, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; nel 2016 Stonefly Art Prize, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Laboratorio Aperto, Forte Marghera, Venezia Mestre; My Eyes Were On Fire And You Know Why, Fellmannia Gallery, Lahti; Mite Item Project, Arabiasali Teatteri, Helsinki (FIN); The Art of Basware, Musikkitalo, Helsinki; Taideinstituutti Nyt, Oyoy Gallery, Lahti; Practicing The Object, Fondazione Pistoletto, Biella.

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Fuori dal vaso indaga le interazioni tra pittura e mondo digitale in una forma non ordinaria
"Pensi che l'arte sia imprescindibile per il tipo di lavoro che facciamo?" "Probabilmente vale di più l'inverso: è la consapevolezza del lavoro creativo in ambito digital ad essere imprescindibile per chi fa arte, oggi."
"Passare delle ore a scrollare immagini nei social mi dà la percezione di usufruirne in modo attivo."
"È un flusso in continua evoluzione e cambiamento. È una stratificazione di esperienze, un continuo miglioramento."
"Li stiamo osservando e fotografando come se fossero degli animali esotici."
"Ad un certo punto tutto diventa pittura."
"Un artista è oggi un designer che progetta e vende il proprio brand, cercando un proprio pubblico e veicolando i propri messaggi al pari di un editore."
"La droga Zanatta... condividi la ricetta!"
"Dopo molte ore di lavoro vado offline. Divento un'ameba di fronte al mio quadro. Lì capisci che è tempo di prendere la borsa e andare a casa."
"La lentezza che ritengo necessaria è quella della riflessione e del confronto: le comunicazioni viaggiano velocissime, ma il loro contenuto, se prodotto da un umano, richiederà sempre lo stesso tempo."
"Spesso il modo in cui si articola ritmicamente la pittura nello spazio è costruito per far viaggiare l'occhio nella tela."
"La mia giornata lavorativa si esaurisce dentro ai 16 pollici del mio Mac. Per fortuna ci sono tante finestre da aprire."
"Difficilmente si parte da zero, da una pagina bianca."
"Il mio lavoro finale non è mai quello che ho deciso all'inizio."
"Scappo dalla bozza, dal disegno, perchè mi limita: seguire schemi conosciuti porta a non scoprire le nuove intuizioni che il lavoro mi propone man mano che lo eseguo."
"L'allineamento geometrico delle colonne ha una sua estetica, un suo ordine rigoroso, che non stona con le parole in ufficio."
"Con supporti così grandi è difficile avere un senso delle proporzioni. Cioè, non é che puoi fare mela-più e mela-meno... devi essere bravo ad osservare!"
"Dopo molte ore di lavoro vado offline. Divento un'ameba di fronte al mio quadro. Lì capisci che é tempo di prendere la borsa e andare a casa"
"Andatevi a vedere Rubens a Palazzo Ducale. Oh, facevano delle follie quelli là!"
"Nel febbraio 1997, sui colli del Montello, un gruppo di ragazzi uniti dalla passione per l’arte, la cultura urbana e la musica indie, dà vita a una realtà ibrida ed esplosiva."
D: "Dimmi tre aggettivi che pensi ti descrivano" R: "Preciso, impreciso, astratto"
“Eravamo un gruppo di giovani ragazzi uniti dalla comune passione per l’arte contemporanea e la cultura urbana”
"Tre artisti che hanno avuto un'influenza sul mio percorso artistico: Masaccio, Gino De Dominicis, Roberto Baggio."
"Tutti andavano in campo mercoledì sera, io sono andata a Punta della Dogana. Da sola. Facevo ciao ciao ai tassisti. C’eravamo io e due pescatori. E basta. Bellissimo."
"Siamo un po' tipo delle spore di muffa."
"Ho deciso che avrei voluto diventare un artista dopo che mi hanno tirato un sanpietrino in testa a 6 anni."